Questo è il tempo del non si capisce più niente e questo è il blog del voglio capirci qualcosa!
Si parte dalla mia terra e si viaggia, attraverso i libri, le riflessioni, la politica, l'ecologia e solo Dio sa cos'altro. Non per arrivare in un qualche posto particolare, forse solo per il piacere di viaggiare, di conoscere, di comprendere. ... Seguimi anche su Twitter.
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giovedì 3 aprile 2014
domenica 30 marzo 2014
Euro: In Economia il fallimento di qualcuno è sempre la vittoria di qualcun altro - Intervista ad Alberto Bagnai
Ecco come funziona l'Europa oggi. Il danno a qualcuno è implicito nel funzionamento dell'Euro.
E noi stiamo qui a parlare di Renzi e fantocci vari, Senato e simili: non sono problemi prioritari. Ce lo spiega il Prof. Alberto Bagnai con la sua consueta semplicità e chiarezza.
E noi stiamo qui a parlare di Renzi e fantocci vari, Senato e simili: non sono problemi prioritari. Ce lo spiega il Prof. Alberto Bagnai con la sua consueta semplicità e chiarezza.
domenica 24 novembre 2013
Pino Aprile sulla Terra dei Fuochi
Pino Aprile, autore di "Terroni" sulla Terra dei Fuochi. Sulla sua pagina Facebook scrive questo.
"Sto recuperando un po' di rassegna stampa e tv dei giorni in cui sono stato all'estero. E se devo trarne una sintesi, è un senso di noia e irritazione: sono stufo, stufo, stufo di sentire professorini non informati dei fatti spiegare che la colpa dell'avvelenamento della Terra dei Fuochi è di chi non ha impedito che che avvenisse; che non ha fermato la camorra (come: sparando più svelto? Don Peppe Diana ci provò con il Vangelo...); che ha continuato a votare i politici collusi (invece di votare la Minetti, il Trota, Formigoni, Borghezio...); che non ha protestato a sufficienza (si sono soltanto fatti massacrare da manganellatori in divisa, magari loro figli, da soldati che hanno militarizzato le discariche; si son dati fuoco per protesta, sono stati denunciati e arrestati...); che non hanno denunciato (copyright Claudio Velardi), anche se sono più di dieci anni che fanno denunce, persino sconsigliati, in qualche caso, da chi doveva raccoglierle e sino alla maxi-denuncia di 35mila cittadini, primo firmatario il vescovo, contro 42 amministrazioni...
La vergogna di chi sposta la responsabilità da chi aggredisce a chi è aggredito, mi ricorda la sporca coscienza di quelli che accusano le donne violentate di non essersi difese davvero, perché, in fondo in fondo... eh? E anche quelli, lì, nella Terra dei Fuochi, diciamo la verità: gli è convenuto e adesso si ricordano di protestare."
martedì 19 novembre 2013
Basilicata, elezioni regionali 2013: mi sembra di stare nel Gattopardo
E anche queste elezioni regionali sono passate.
Il presidente vecchio (De Filippo) si era dimesso perché la sua giunta era stata travolta da uno scandalo sui rimborsi: si facevano rimborsare alberghi, viaggi e cacate varie. Tutto ciò succedeva ad aprile 2013.
Ricordiamo che quella giunta era di centro-sinistra, un potere forte in Basilicata.
Oggi la giunta è di centro-sinistra, la maggioranza è di centro-sinistra, quello stesso centro-sinistra che si è dimesso qualche mese fa.
I risultati sono questi: http://elezioni.interno.it/regionali/scrutini/20131117/R17.htm
E' con una certa tristezza (o forse sconforto) che scrivo questo post. Quelli che ieri hanno imbrogliato hanno studiato alla stessa scuola di quelli che oggi vincono.
Telefonate e visite a casa per spingere i candidati ieri, telefonate e visite a casa per spingere i candidati oggi: vota e fai votare... Promesse (disattese) di lavoro ieri e promesse (che non saranno mantenute) di lavoro oggi. L'idea di politica di ieri è identica a quella di oggi. Mi sembra di stare nel cazzo di Gattopardo...
Ma come si fa a non capire!? Non dico che dovesse vincere il nuovo, per carità, troppo imprevedibile e insidioso, troppo in movimento per l'immobilismo creato e regnante in terra di Basilicata... per carità, non il nuovo; speravo che almeno si agitassero un po' le acque, forse solo per aggrapparmi a qualche flebile speranza di cambiamento. E invece no.
Invece mi sbagliavo. E' tutto fermo, è tutto immobile. E non centra un cazzo l'invidia.
Forse manca un po' di coraggio nell'accettare di staccarsi dal proprio potere-posizione ideologica-sistema acquisiti negli anni per concederlo ai propri figli e lasciare, con coraggio, che siano loro a decidere del proprio futuro. Perdere un po' di libertà di decidere del futuro (qual è il futuro di un vecchio?) per donarla ai propri figli i quali il futuro ce l'hanno davvero davanti.
La vita non è eterna, non questa terrena almeno. Mi ingannavo a pensare che una strada nuova fosse possibile; una qualsiasi, bastava che fosse nuova. Forse lo sarà un giorno, ma non oggi, non oggi.
giovedì 7 novembre 2013
Brigante se more, un inno
Per molti un inno, per altri un modo per non dimenticare cosa accadde e da dove veniamo, per altri ancora un modo per ricordare che, in un modo o in un altro, bisogna combattere.
giovedì 17 ottobre 2013
Il caso Telecom e il MES secondo Claudio Borghi
Recentemente Telecom Italia è stata venduta agli spagnoli (o meglio alle banche e alle imprese spagnole).
Come è potuta avvenire una cosa del genere? Che c'entra l'Europa (Euro)? Che c'entra il M.E.S. (Meccanismo Economico di Stabilità o Fondo Salva-Stati)?
Ce lo spiega con estrema semplicità Claudio Borghi, economista: è un piacere sentirlo parlare perchè spiega in modo semplice concetti economico-politici non proprio facili da comprendere.
Io sono fortemente convinto che la maggior parte dei mali non vengano da Letta o Berlusconi ma dall'Europa che è incapace di essere organo politico (e che dovrebbe quindi fare l'interesse dei popoli europei) ma è solo il braccio di un manipolo di banchieri (potenti). Certo, Letta e Berlusconi sono complici poichè impediscono il dibattito pubblico su questo tema con i loro ormai nauseanti teatrini politici ed eseguono le indicazioni folli della Merkel perchè ne ricavano potere e forse (?) anche qualche interesse a livello economico.
Bene, ecco il video. Buona visione!
giovedì 3 ottobre 2013
La guerra come strumento
Oggi vorrei imbarcarmi in una delle mie, per fortuna non troppo frequenti, riflessioni sui massimi sistemi. Stavo pensando alla guerra, sono partito dalla possibile guerra in Siria ma poi mi sono fermato sul concetto di guerra...
La guerra, nelle sue varie forme, è sempre uno strumento. E' considerato strumento di morte, strumento di paura, strumento di cambiamento: sempre e comunque una cosa non auspicata e da evitare... tranne quando viene considerata strumento di pace, la guerra è buona solo quando si vuole fare la pace.
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| Gernica, Pablo Picasso (1937) |
La guerra, nelle sue varie forme, è sempre uno strumento. E' considerato strumento di morte, strumento di paura, strumento di cambiamento: sempre e comunque una cosa non auspicata e da evitare... tranne quando viene considerata strumento di pace, la guerra è buona solo quando si vuole fare la pace.
In realtà, che io sappia, la guerra può avere svariati sotto-obiettivi che mirano al raggiungimento di un unico obiettivo, comune a tutte le guerre: distruggere qualcosa o qualcuno e prendere o aumentare il potere. Siete d'accordo?
La guerra può essere giusta o ingiusta, a seconda del punto di vista. Sicuramente la guerra è sempre "brutta" poichè comporta sempre perdite in termini di vite, risorse, beni; ma, ripeto, può essere giusta o ingiusta.
Ciascuno avrà buone ragioni per il sì e buone ragioni per il no. A mio avviso la scelta definitiva dipende dalle situazioni. Tuttavia la tendenza dovrebbe essere quella di cercare di evitarla, proprio perchè la guerra è sempre "brutta". La guerra rimane pur sempre una soluzione (possibile, perchè si può anche perderla la guerra).
Detto questo, vorrei dire quanto segue.
Non prendetemi per il culo che la guerra si fa per fare la pace! Andate a cacare.
Ciascuno avrà buone ragioni per il sì e buone ragioni per il no. A mio avviso la scelta definitiva dipende dalle situazioni. Tuttavia la tendenza dovrebbe essere quella di cercare di evitarla, proprio perchè la guerra è sempre "brutta". La guerra rimane pur sempre una soluzione (possibile, perchè si può anche perderla la guerra).
Detto questo, vorrei dire quanto segue.
Non prendetemi per il culo che la guerra si fa per fare la pace! Andate a cacare.
lunedì 30 settembre 2013
Erri De Luca sul Tav
Erri De Luca è uno dei pochissimi intellettuali che si è schierato con la gente della Val di Susa in difesa di un territorio, di una comunità, della dignità.
La gente della Val di Susa fa "pura lotta di resistenza". "Quell'opera non si farà", quella comunità "saboterà quell'opera". Da anni che quella comunità "continua a battersi e dunque è insuperabile, invincibile".
lunedì 23 settembre 2013
No Tav: i nuovi terroristi, i nuovi briganti
I No Tav. Ecco i nuovi terroristi. Ecco i nuovi briganti.
La storia, se la si conosce, ci aiuta a capire gli avvenimenti attuali, internazionali, nazionali e locali. La storia ci aiuta a comprendere come hanno funzionato le cose. E di solito i sistemi che hanno funzionato, con qualche aggiustamento qua e là e qualche ritocchino estetico, vengono riproposti perchè probabilmente efficaci. Sto parlando del sistema di mettere "fuorilegge" le persone, farle diventare persone che stanno fuori dalla legge. Non a caso il fenomeno della ribellione contro i nuovi sovrani Savoia (non credo che si possa parlare di rivolta) della gente del Sud fu all'epoca funzionalmente e oggi semplicisticamente chiamato "Brigantaggio". Cosa successe allora? Perchè affermo che a gran parte della gente del Sud gli fu attribuito la "professione" di brigante?
Chi
ha letto qualcosa a riguardo sa che nella categoria “briganti” furono
inseriti sia i briganti veri (quelli che rubavano e saccheggiavano per
vivere), sia i soldati (disertori e non) del Regno delle Due Sicilie,
sia quelli che, o perchè amavano i Borbone o perchè avevano tendenze
liberali o repubblicane, si ribellavano al nuovo regno (io direi al
nuovo padrone). Il Regno dei Savoia ad un certo punto, in terra di Basilicata, non riuscendo a debellare questo "imprevisto" fenomeno di ribellione, istituì addirittura la legge marziale, come se si fosse in guerra (da notare invece che questa brutta storia venne chiamata e tuttora è chiamata dai più "annessione" o addirittura "liberazione") e etichettò
come "brigante" chi si opponeva al nuovo regno e alla nuova legge. E
quale fu il risultato? Agli occhi dell'Europa tutta (gli altri regni, che volevano che tale faccenda risultasse con la faccia pulita) il combattere i briganti giustificò in parte l'uso della violenza e fece passare in secondo piano i problemi tutti politici di "annessione", "uso delle armi", "repressioni". E successe che dopo qualche anno i "briganti" furono uccisi e il problema fu risolto: "s'è fatta l'Italia"! Nel sangue e nell'inganno, certo, ma "si è fatta"! Olé!
E cosa sta succedendo in Val di Susa?
Li chiamano terroristi. "Terrorista", un termine più moderno e internazionale di "brigante". E siamo all'etichettamento (Labelling Theory): No Tav = terrorismo. Far diventare "cattiva" la gente che si oppone ad una scelta, ad un'opera inutile e che stupra il loro territorio, per giustificare l'uso delle armi (la polizia è armata) e le repressioni (sequestro dei computer) e per raggiungere gli obiettivi, tutti politici, dei governi e dello Stato.
E fra qualche anno i "terroristi" saranno eliminati e il
problema TAV sarà risolto: "si sarà fatto il TAV"! Nella violenza e
nell'inganno, certo, ma "il Tav sarà fatto"! Olé!
... Io spero davvero di no. Spero proprio che questa volta la storia non si ripeta.
Ho paragonato i due fenomeni perchè vedo nette le analogie: a me sembra chiaro come il sole. Voi che ne pensate?
Comunque, ecco i NoTav. Ecco i nuovi terroristi. Ecco i nuovi briganti. Ascoltiamo cosa succede in Val di Susa dalle parole del leader No Tav Alberto Perino.
PS: per approfondire l'argomento Brigantaggio è disponibile su questo blog una pagina che raccoglie una serie di letture sul tema.
giovedì 5 settembre 2013
Stato e gioco d'azzardo, nomi e cognomi
Il gioco d'azzardo può diventare una malattia (dipendenza da gioco). E conosco personalmente gente che è dipendente dalle macchinette. E il parlamento lo incentiva. E il motivo è il solito: interessi di pochi.
Le società che gestiscono il gioco d'azzardo hanno evaso 98 miliardi? E che sarà mai, un condono e torna tutto a posto! Solo a pensarla una cosa del genere dovrebbero essere tutti mandati a casa, non gentilmente, a calci nel culo!
Giocano e mangiano sulla disperazione e l'ignoranza della gente, maledetti.
domenica 21 luglio 2013
Piccola riflessione ad alta voce
Sembra che nessuno sia responsabile più di nulla.
Il ministro dell'Interno non c'entra niente con la faccenda del Kazakistan, Napolitano monita senza entrare in merito (?), gli F-35 li vuole la Difesa, non il Parlamento, non l'Italia.
Sembra che sia sempre responsabilità di altri, spesso del M5S: il nuovo capro espiatorio.
L'elettore anche dà la colpa alla politica. La responsabilità non è mai dell'elettore; tanto, dice, "non cambierà mai un cazzo!". La responsabilità è sempre di altri, noi, individualmente, non c'entriamo mai niente.
E invece c'entriamo, siamo responsabili. Anche semplicemente non facendo una cosa, ad esempio non informandoci, non interessandoci alla comunità e al bene comune. Certo, ognuno ha le sue motivazioni; e queste motivazioni possono diventare, per ciascuno, pure giustificazioni che accettiamo collettivamente e forse pure serenamente. Il problema nascerà quando le nostre giustificazioni non saranno più accettate dalle generazioni future (compresa la mia, forse).
Forse la riflessione, per essere utile a qualcosa, dovrebbe essere spostata dalla responsabilità altrui alle responsabilità personali: dovremmo ragionare su cosa possiamo fare NOI in prima persona, quali le NOSTRE possibili azioni, su cosa IO posso fare, quali le MIE possibili azioni.
Forse.
Forse.
mercoledì 10 luglio 2013
mercoledì 26 giugno 2013
Taranto e Ilva: metalli nell'aria al quartiere Tamburi
Ecco ciò che succede a Taranto. In questo video si mostra quello che si diffonde nell'aria e che si deposita a terra. Il commissario dell'Ilva Bondi sostiene che "i picchi sopra la norma di PM10, registrati nel periodo gennaio-maggio
2013, sono in gran parte riconducibili a cause esterne (sabbia
sahariana)". Dal video, girato in un'abitazione del quartiere Tamburi a Taranto, la sabbia sembra essere solo nella testa di Bondi.
Si può mentire così, senza vergogna e senza conseguenza alcuna?
Purtroppo, evidentemente sì.
Si può mentire così, senza vergogna e senza conseguenza alcuna?
Purtroppo, evidentemente sì.
martedì 18 giugno 2013
Il Fracking e il NoFraking
Qualche giorno fa sono venuto a conoscenza del fracking e credo sia conoscenza da condividere.
Che cos'è il fracking? Il fracking (o frattura idraulica) è una tecniva di perforazione usata per l'estrazione di gas e di petrolio. Come funziona? Si inietta del liquido (acqua mista a sostanze chimiche) ad alta pressione che provocano delle fratture (di qui il nome) degli strati rocciosi del sottosuolo. Questa tecnica è molto utilizzata negli Usa e ha suscitato non pochi dubbi sull'impatto ambientale. Chiaramente le compagnie petrolifere si affrettano ad affermare che è una tecnica sicura ma, ovviamente, la loro credibilità viene messa a dura prova dalla mancanza di trasparenza sull'utilizzo di questa tecnica.
Ma prima di cercare di evidenziare i rischi vediamo quando viene usata la frattura idraulica. Nella maggior parte dei casi questa tecnica, come abbiamo detto, viene usata nell'estrazione di gas e petrolio quando le normali tecniche di perforazione non sono efficaci oppure antieconomiche, cioè quando non è possibile una perforazione conveniente perché i giacimenti si trovano al di sotto dei 1500 metri di profondità oppure quando si vuole semplicemente "sollecitare" la produzione: "la fratturazione permette l'estrazione di gas naturale dalle
rocce bituminose, un materiale estremamente impermeabile. La frattura crea un passaggio dal giacimento al pozzo, aumentando la portata dell'estrazione" (da wikipedia), ossia più estrazione e più produzione. Il sito www.nofracking.itci spiega meglio perchè si usa. Il fracking "favorisce l’estrazione di petrolio dagli scisti bituminosi o di tight
gas (gas di sabbie compatte/gas in depositi clastici a bassa
permeabilità), coal bed methane (metano dagli strati di carbone) e,
principalmente, shale gas (gas di scisto/gas da argille). Sia il tight
gas che lo shale gas sono giacimenti di gas non convenzionale costituiti
da rocce calcaree, arenarie, quarzo e argilla: quando l’argilla è
prevalente si chiama shale, altrimenti è definito tight."
Questa tecnica è utilizzata non solo nel campo della produzione di gas e petrolio ma anche nelle miniere, per ridurre le eventuali fuoriuscite di idrocarburi, per smaltire i rifiuti derivanti dall'estrazione di idrocarburi iniettandoli in rocce ritenute idonee e per misurare la tensione della crosta terrestre.
E il problema dove sta? Sta nel fatto che il fracking è una tecnica di estrazione estremamente invasiva per il territorio, sta nella qualità del liquido utilizzato e sta nelle conseguenze delle fratture. Il sito www.nofracking.it ci informa che "l’acqua utilizzata per fratturare (quasi 29 mila metri cubi all’anno per
ogni singolo pozzo) viene, infatti, addizionata a diverse sostanze
pericolose. Si parla di oltre 260 agenti chimici cancerogeni o altamente
tossici, tra i quali naftalene, benzene, toluene, xylene, etilbenzene,
piombo, diesel, formadeldeide, acido solforico, tiourea, cloruro di
benzile, acido nitrilotriacetico, acrilamide, ossido di propilene,
ossido di etilene, acetaldeide, di-2-etilesile, ftalati. Senza
dimenticare sostanze radioattive come cromo, cobalto, iodio, zirconio,
potassio, lanthanio, rubidio, scandio, iridio, krypton, zinco, xenon e
manganese. Fino all’80% di questi fluidi iniettati per la fratturazione
idraulica ritorna in superficie come acqua di riflusso. Il resto rimane
nel sottosuolo." Quindi il rischio maggiore è la contaminazione chimica delle eventuali falde acquifere e del terreno contigui ai giacimenti di idrocarburi e ai pozzi di estrazione. Poi c'è il rischio di sollecitare microsismi che pur essendo micro sono sempre sismi. Inoltre a mio avviso tale tecnica di estrazione nasconde una porca filosofia: "rispetto per niente e nessuno".
In Italia il dibattito sul tema energia e ambiente quasi non esiste, si parla solo di bollette. Territorio, salute e informazione sul tema niente.
Per questi motivi il blog ha aderito alla Campagna NoFrackingItaly, una campagna nazionale di informazione, conoscenza e proposta, in grado di avviare un percorso critico, che conduca con il contributo ed il coinvolgimento dei territori, dei cittadini, delle associazioni, comitati, movimenti politici, degli attivisti, degli esperti, personalità:
1) Ad una bozza di legge nazionale contro il fracking;2) Alla richiesta di trasparenza e pubblicazione dei piani ingegneristici delle compagnie petrolifere, oggi secretati;
3) Alla definizione, con legge, delle aree marine e terrestri da tutelare.
Se puoi, oh lettore, e se vuoi, aderisci anche tu: http://www.nofracking.it/campagna-italia/
domenica 16 giugno 2013
La canzone del maggio, Fabrizio De André
Ecco il testo...
"Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.
Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti."
giovedì 13 giugno 2013
Il petrolio in Basilicata, lo Stato dov'è?
Guardando l'inchiesta del Corriere sul petrolio in Basilicata, mi rendo conto che ci sono dei problemi a livello istituzionale. Lo Stato dov'è? Che fa? Ha ancora una qualche funzione?
Guardando quest'inchiesta mi rendo conto che va in galera chi denuncia, non chi delinque o omette i controlli.
Mi rendo conto che la diga del Pertusillo è inquinata.
Mi rendo conto che non è Eni il problema, Eni (e tutta l'allegra compagnia dell'oro nero) ne approfitta e basta, Eni sta lì apposta, per fare profitti, li deve fare.
Mi rendo conto invece che lo Stato non c'è, non esiste. E se esiste, è molto amico di Eni e poco della gente.
Eni infatti è in regola, non è fuorilegge perchè la legge non c'è. Una legge che impedisca inquinamento e/o punisca chi inquina non c'è proprio, non c'è una legge che tuteli l'ambiente e la salute. Eni, per perforare ed estrarre, che piaccia o no, ha superato tutti i test di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) fissati dalla legge. E' questa legge che non vieta di estrarre a pochi metri dalle case, dagli ospedali, dalle colture (vedi Villa d'Agri, PZ), la legge è indulgente con le compagnie petrolifere. E la legge chi la fa? La fa lo Stato. Ma lo Stato, in questo caso, preferisce non farle queste leggi. E allora se lo Stato non fa queste leggi, a chi serve lo Stato? Agli abitanti di Viggiano? A quelli di Pisticci? A quelli del Mar Ionio? Guardando l'inchiesta del Corriere non mi pare proprio.
Lo Stato si è costituito perchè? Me lo domando.
Ma forse la colpa è nostra che ce ne fottiamo dello Stato, come se fosse una cosa che non ci riguarda, che non influenza le nostre vite, come se fosse un brutto sogno da scacciare via dalla mente e dalla realtà. E invece è reale, non c'è ma è reale. Percepisci che è reale quando commette ingiustizia e la vittima sei tu.
Sono convinto che lo Stato sia un prodotto umano e come tale modificabile, sempre. Ma per farlo bisogna che ci poniamo delle domande e cerchiamo le risposte informadoci. Anche di questo sono convinto.
venerdì 7 giugno 2013
"le ombre dei morti, i fantasmi e le altre cose di questo tipo..."
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| Immagine tratta dal film d'animazione "Hercules", Walt Disney |
Il titolo è un po' macabro, me ne rendo conto, ma è d'effetto (o no?). E poi sono le parole di Platone, uno dei pilastri del pensiero occidentale.
Mi piaceva riportare qui un passaggio tratto da “la Repubblica” semplicemente perchè, scusate la ridondanza, mi piace.
E’ bene ricordare che Platone è un filosofo greco vissuto tra il V e il IV secolo a.C. ad Atene ed esprime un modo di ragionare un po’... diciamo “diverso” dal nostro. Sentite un po’ che dice.
[Repubblica, Libro III]
«E allora, se uno crede che il mondo dell’Ade esista e faccia paura, pensi che sarà impavido di fronte alla morte e in battaglia sceglierà la morte piuttosto che la sconfitta e la schiavitù?»
«Nient’affatto».
«Dobbiamo perciò sorvegliare, a quanto sembra, anche coloro che si mettono a narrare questi miti, e pregarli di non diffamare con tanta disinvoltura il mondo dell’Ade, ma piuttosto di elogiarlo, perché i loro racconti di adesso non contengono nulla di vero e di utile per chi dovrà avere spirito combattivo».
«Dobbiamo fare così, certo», disse.
«Allora», proseguii, «a cominciare dai versi seguenti, cancelleremo tutte le espressioni di questo tipo: “Vorrei lavorare a salario e servire ad un altro pur senza risorse, sprovvisto di grande ricchezza, piuttosto che regnare su tutti i morti consunti”; poi: “a mortali e immortali le case paressero mucide, orrende, che aborrono pure gli dèi”; e anche: “ahimè, ché ancora sussiste nelle case dell’Ade un’anima e un’ombra, ma senno non ha”; e anche: “lui solo ha coscienza, l’altre son ombre che volano”; e ancora: “l’anima volò via dalle membra e scese nell’Ade, piangendo il suo fato, vigor giovanile lasciando”; e anche questi versi: “l’anima come fumo sotto la terra n’andò stridendo”; e poi: “come quando le nottole nel fondo d’un antro divino squittendo svolazzano, allorché una cada dal grappolo appeso alla roccia, ove si reggono in fila, andavano insieme stridendo”. Pregheremo Omero e gli altri poeti di non indignarsi se casseremo questi e tutti gli altri versi di questo tipo, non perché siano impoetici e alla gente non piaccia ascoltarli, ma perché, quanto più sono poetici, tanto meno devono udirli i fanciulli e gli uomini destinati a essere liberi e temere la schiavitù più della morte» .
«Senza dubbio».
«Occorre quindi respingere anche tutti i nomi tremendi e spaventevoli che si riferiscono all’argomento: il Cocito, lo Stige, le ombre dei morti, i fantasmi e le altre cose di questo tipo che solo a nominarle fanno rabbrividire chiunque le ascolti. Forse vanno bene sotto un altro aspetto; ma noi temiamo che per un tale senso d’orrore i guardiani diventino più impulsivi e più molli del dovuto».
«E abbiamo ragione di temerlo!», esclamò.
«Sono dunque da eliminare?»
«Sì».
(Vi sarei grato se lasciaste qualche commento in riferimento all’argomento perchè sono molto interessato a ciò che pensate).
E’ bene ricordare che Platone è un filosofo greco vissuto tra il V e il IV secolo a.C. ad Atene ed esprime un modo di ragionare un po’... diciamo “diverso” dal nostro. Sentite un po’ che dice.
[Repubblica, Libro III]
«E allora, se uno crede che il mondo dell’Ade esista e faccia paura, pensi che sarà impavido di fronte alla morte e in battaglia sceglierà la morte piuttosto che la sconfitta e la schiavitù?»
«Nient’affatto».
«Dobbiamo perciò sorvegliare, a quanto sembra, anche coloro che si mettono a narrare questi miti, e pregarli di non diffamare con tanta disinvoltura il mondo dell’Ade, ma piuttosto di elogiarlo, perché i loro racconti di adesso non contengono nulla di vero e di utile per chi dovrà avere spirito combattivo».
«Dobbiamo fare così, certo», disse.
«Allora», proseguii, «a cominciare dai versi seguenti, cancelleremo tutte le espressioni di questo tipo: “Vorrei lavorare a salario e servire ad un altro pur senza risorse, sprovvisto di grande ricchezza, piuttosto che regnare su tutti i morti consunti”; poi: “a mortali e immortali le case paressero mucide, orrende, che aborrono pure gli dèi”; e anche: “ahimè, ché ancora sussiste nelle case dell’Ade un’anima e un’ombra, ma senno non ha”; e anche: “lui solo ha coscienza, l’altre son ombre che volano”; e ancora: “l’anima volò via dalle membra e scese nell’Ade, piangendo il suo fato, vigor giovanile lasciando”; e anche questi versi: “l’anima come fumo sotto la terra n’andò stridendo”; e poi: “come quando le nottole nel fondo d’un antro divino squittendo svolazzano, allorché una cada dal grappolo appeso alla roccia, ove si reggono in fila, andavano insieme stridendo”. Pregheremo Omero e gli altri poeti di non indignarsi se casseremo questi e tutti gli altri versi di questo tipo, non perché siano impoetici e alla gente non piaccia ascoltarli, ma perché, quanto più sono poetici, tanto meno devono udirli i fanciulli e gli uomini destinati a essere liberi e temere la schiavitù più della morte» .
«Senza dubbio».
«Occorre quindi respingere anche tutti i nomi tremendi e spaventevoli che si riferiscono all’argomento: il Cocito, lo Stige, le ombre dei morti, i fantasmi e le altre cose di questo tipo che solo a nominarle fanno rabbrividire chiunque le ascolti. Forse vanno bene sotto un altro aspetto; ma noi temiamo che per un tale senso d’orrore i guardiani diventino più impulsivi e più molli del dovuto».
«E abbiamo ragione di temerlo!», esclamò.
«Sono dunque da eliminare?»
«Sì».
(Vi sarei grato se lasciaste qualche commento in riferimento all’argomento perchè sono molto interessato a ciò che pensate).
sabato 1 giugno 2013
Acqua minerale: schizofrenia o rincoglionimento?
Bere acqua minerale significa produrre plastica in più (e quindi inquinare), trasportare le bottiglie da una parte all’altra dell’Italia (e quindi inquinare), risolvere il problema dello smaltimento della plastica (e quindi inquinare); infine comprare acqua minerale in bottiglia significa spendere di più per avere l’acqua.
Legambiente e Altreconomia, nel loro rapporto 2013 sulle acque in bottiglia, calcolano che nella “fase del trasporto dell’acqua minerale influisce non poco sulla qualità dell’aria. Il problema è che le acque minerali percorrono molti chilometri prima di arrivare sulle nostre tavole (secondo Mineracqua solo il 15% delle bottiglie di acqua minerale viaggia su ferrovia). Un’idea dei ‘movimenti d’acqua’ nel nostro Paese, che vede coinvolte le prime 15 marche nazionali, ci viene fornita da Altreconomia che ha realizzato una mappa delle distanze esistenti tra le sorgenti e le maggiori città italiane. Ad esempio, l’acqua Lilia dalle fonti del Vulture (Basilicata) percorre 847 km per arrivare a Genova e 861 per raggiungere Milano. Al contrario, l’acqua Levissima, dall’arco alpino, per raggiungere i supermercati di Napoli compie 894 Km, la Sant’Antonio ne impiega 814. E se prendiamo in considerazione le stesse fonti alpine e calcoliamo le distanze tra queste e le regioni ancora più a Sud, (come la Puglia ad esempio) i chilometri salgono fino a 1000, per non parlare poi del tragitto che compiono per arrivare sino a Palermo (1500 Km circa). Infatti, il trasporto su gomma è uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico.”
Nel rapporto si facenno anche all’inquinamento in termini di qualità dell’aria e CO2. “Degli oltre 12 miliardi di litri imbottigliati, 11,3 sono stati consumati in Italia nel 2011, di cui l’80% confezionato in bottiglie di plastica. Facendo una stima, e considerando che l’imbottigliamento dei 9 miliardi litri di preziosa acqua di sorgente sia solo in bottiglie di plastica da 1,5 litri, sarebbero state prodotte circa 6 miliardi di bottiglie, per 240 milioni di chili di plastica, pari a circa 540 milioni di litri di petrolio utilizzati, con un impatto nelle emissioni in atmosfera pari a circa 1,2 milioni di tonnellate di CO2 per la sola produzione delle bottiglie.” Inoltre un “altro problema è la destinazione delle bottiglie dopo l’uso. Infatti solo poco più di un terzo (36% circa) di queste viene avviato correttamente a riciclo. Il restante 64% finisce invece in discarica, in inceneritori o disperso nell’ambiente. Infine un aspetto da non sottovalutare è il trasporto che incide sulla distribuzione delle acque minerali. Secondo i dati stessi di Mineracqua, il 15% delle bottiglie viaggia in treno e il restante 85% va da nord a sud trasportate per chilometri su camion con una media di 400 km e con massimi fino a 1300 km. Infatti l'imbottigliamento e il trasporto su gomma di 100 litri d'acqua che viaggiano per 100 km producono emissioni pari a 10 kg di CO2 oltre le emissioni di sostanze inquinanti provenienti dai motori diesel dei campion come PM10, ossidi di azoto, etc.”
Insomma sono più i danni che i benefici. Però c’è una soluzione. Bere acqua del rubinetto perchè conviene sia all’ambiente che alle tasche. Legmabiente sostiene che “per ogni 100 litri” di acqua del rubinetto erogati si emettono “solo circa 0,04 kg di CO2.” L’acqua di rubinetto infatti “non ha bisogno di imballaggi né tantomeno di utilizzare il petrolio il trasporto e per la fabbricazione delle bottiglie di plastica necessarie per il suo trasporto. Inoltre l’acqua di rubinetto “è di buona qualità, ecologica e rigorosamente controllata da norme sanitarie; in alcune situazioni può essere poco allettante al gusto, ma con dei semplici accorgimenti è facile renderla piacevole al palato e al portafoglio.”
Probabilmente il problema siamo noi che continuiamo a bere acqua minerale e creiamo questa situazione paradossale per cui noi beviamo l’acqua umbra e gli umbri bevono acqua lucana. Probabilmente abbiamo perso parecchio buonsenso... oppure il senso di realtà oppure semplicemente c’è un rincoglionimento di massa.
Sarebbe opportuno, forse prima ancora di cominciare a bere acqua di rubinetto, riacquistare un po’ di buonsenso, o di senso di realtà, o semplicemente il senno.
lunedì 27 maggio 2013
Coppa Elezioni
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| Foto da: www.trentinellasoccer.it |
Elezioni comunali 2013... Va bene così...
"Ho vinto, tu hai perso". Cosa hai vinto? Una medaglia? La riffa? Ah sì, la Coppa Elezioni.
Non hai vinto proprio niente, hai solo la responsabilità di amministrare una città. Imbecillità.
L'elettore grida: "Abbiamo vinto!". Ah sì? Ci sarebbe da ricordarsi questo grido di vittoria quando ti infinocchiano con le discariche, con l'imu e la tares. Siamo proprio come Fantozzi, anzi forse siamo tutti Fantozzi, anzi no, forse "Fantocci", non ricordo più.
... Ma alla fine chi ha vinto la Coppa Elezioni?
sabato 25 maggio 2013
Andrea Camilleri, riflessione sulla cultura (per lo più)
Bellissima questa riflessione di Andrea Camilleri sulla cultura in generale e sulla lingua in particolare. Dice lo scrittore parlando della lingua italiana: "noi abbiamo fatto questa guerra infame contro i dialetti ma i dialetti sono la forza di una lingua (nazionale ndr)". Venendo poi alla cultura spiega che "a parte che con la cultura si mangia, [...] la cultura siamo noi" e che spendere per la cultura significa che questa "la tua spesa, te la restituisce triplicata". Certo io qui ho fatto una estrema sintesi ma lui spiega tutto ciò. E' veramente interessante il modo in cui pone la questione. Da ascoltare assolutamente.
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