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lunedì 30 settembre 2013

Erri De Luca sul Tav



Erri De Luca è uno dei pochissimi intellettuali che si è schierato con la gente della Val di Susa in difesa di un territorio, di una comunità, della dignità.
La gente della Val di Susa fa "pura lotta di resistenza". "Quell'opera non si farà", quella comunità "saboterà quell'opera". Da anni che quella comunità "continua a battersi e dunque è insuperabile, invincibile".







giovedì 26 settembre 2013

Erri De Luca risponde...



Così Erri De Luca risponde alla denuncia che si è beccato per aver detto che la Tav va sabotata.
Per me una sola parola. Grandissimo.


lunedì 23 settembre 2013

No Tav: i nuovi terroristi, i nuovi briganti


 I No Tav. Ecco i nuovi terroristi. Ecco i nuovi briganti.

La storia, se la si conosce, ci aiuta a capire gli avvenimenti attuali, internazionali, nazionali e locali. La storia ci aiuta a comprendere come hanno funzionato le cose. E di solito i sistemi che hanno funzionato, con qualche aggiustamento qua e là e qualche ritocchino estetico, vengono riproposti perchè probabilmente efficaci. Sto parlando del sistema di mettere "fuorilegge" le persone, farle diventare persone che stanno fuori dalla legge. Non a caso il fenomeno della ribellione contro i nuovi sovrani Savoia (non credo che si possa parlare di rivolta) della gente del Sud fu all'epoca funzionalmente e oggi semplicisticamente chiamato "Brigantaggio". Cosa successe allora? Perchè affermo che a gran parte della gente del Sud gli fu attribuito la "professione" di brigante?
Chi ha letto qualcosa a riguardo sa che nella categoria “briganti” furono inseriti sia i briganti veri (quelli che rubavano e saccheggiavano per vivere), sia i soldati (disertori e non) del Regno delle Due Sicilie, sia quelli che, o perchè amavano i Borbone o perchè avevano tendenze liberali o repubblicane, si ribellavano al nuovo regno (io direi al nuovo padrone). Il Regno dei Savoia ad un certo punto, in terra di Basilicata, non riuscendo a debellare questo "imprevisto" fenomeno di ribellione, istituì addirittura la legge marziale, come se si fosse in guerra (da notare invece che questa brutta storia venne chiamata e tuttora è chiamata dai più "annessione" o addirittura "liberazione") e etichettò come "brigante" chi si opponeva al nuovo regno e alla nuova legge. E quale fu il risultato? Agli occhi dell'Europa tutta (gli altri regni, che volevano che tale faccenda risultasse con la faccia pulita) il combattere i briganti giustificò in parte l'uso della violenza e fece passare in secondo piano i problemi tutti politici di "annessione", "uso delle armi", "repressioni". E successe che dopo qualche anno i "briganti" furono uccisi e il problema fu risolto: "s'è fatta l'Italia"! Nel sangue e nell'inganno, certo, ma "si è fatta"! Olé!
E cosa sta succedendo in Val di Susa? 
Li chiamano terroristi. "Terrorista", un termine più moderno e internazionale di "brigante". E siamo all'etichettamento (Labelling Theory): No Tav = terrorismo. Far diventare "cattiva" la gente che si oppone ad una scelta, ad un'opera inutile e che stupra il loro territorio, per giustificare l'uso delle armi (la polizia è armata) e le repressioni (sequestro dei computer) e per raggiungere gli obiettivi, tutti politici, dei governi e dello Stato.

E fra qualche anno i "terroristi" saranno eliminati e il problema TAV sarà risolto: "si sarà fatto il TAV"! Nella violenza e nell'inganno, certo, ma "il Tav sarà fatto"! Olé!
... Io spero davvero di no. Spero proprio che questa volta la storia non si ripeta.
Ho paragonato i due fenomeni perchè vedo nette le analogie: a me sembra chiaro come il sole. Voi che ne pensate? 

Comunque, ecco i NoTav. Ecco i nuovi terroristi. Ecco i nuovi briganti. Ascoltiamo cosa succede in Val di Susa dalle parole del leader No Tav Alberto Perino.






PS: per approfondire l'argomento Brigantaggio è disponibile su questo blog una pagina che raccoglie una serie di letture sul tema.